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La stato ha fallito. Lo stato siamo noi.

Sono passato 7 mesi, poco più o poco meno. E i numeri sono gli stessi, poco più o poco meno: non identici, ma sostanzialmente gli stessi, magari se proiettati a un mese o due (senza restrizioni violente). Lo stato, comprese le regioni, ha fallito clamorosamente. A distanza di sette mesi continua a chiedere ai cittadini responsabilità. Continua a scaricare sui cittadini responsabilità. In sette mesi avremmo dovuto vedere (almeno): - raddoppio dei posti letto in terapia intensiva (invece +1300) - quadruplicazione dei tamponi giornalieri (il doppio, guardando i massimi) - investimenti per il TPL (inesistenti) - controlli a tappeto sul territorio e nei locali per verificare il rispetto delle norme (mai visto nessuno richiamare qualcuno o entrare per un controllo) - obbligo e implementazione efficace di Immuni (risultato ridicolo per diffusione e utilizzo delle Asl) - un piano chiaro per la scuola, logistico e organizzativo (nessuna traccia) Lo stato ha fallito, ovunque. Ma questo non ci au...
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Chi più spende, meglio spende.

E' un titolo volutamente provocatorio, in attesa dell'esito del quesito referendario sul taglio dei parlamentari.  Due premesse: 1. ho votato "no" 2. se passasse il "si" e non fosse questa una scelta populista, ne sarei felice. E dunque, mi sto contraddicendo? No e provo a spiegarlo.  Non credo assolutamente che un taglio dei parlamentari sia in senso stretto una cosa negativa, anzi. Ma ci sono troppi "ma" per rendere questo sufficiente a pensare che sia la scelta giusta, in questa forma: sono mentalmente predisposto ai sistemi di concepiti bene, non per qualcosa di insufficiente che va corretto in corso d'opera (soprattutto se la correzione è sostanziale e complicatissima come la legge elettorale); premesso che il risparmio di 100 mln€/anno non cambia NIENTE per le casse statali (e questo è un dato numerico indiscutibile), è altresì evidente che questa riforma non snellisce in alcun modo gli iter di approvazione delle leggi, lasciando quindi i...

I sussidi che non funzionano: incapacità o scelta ponderata?

 Subito dopo l'inizio del lockdown sono iniziati ad arrivare annunci a raffica di sussidi e bonus di ogni razza e tipo, sia per i cittadini che per le imprese: da bonus a fondo perduto, passando per garanzie sui prestiti, fino a crediti di imposta di ogni razza e tipo. Eppure, stando ai numeri, molti di questi non hanno funzionato o lo hanno fatto parzialmente e male.: il bonus vacanze è stato erogato in parte residuale, di quello per le biciclette si sono perse le tracce, le garanzie della SACE per le aziende medio grandi è un flop totale (esclusa FCA) e via discorrendo. La domanda che sorge spontanea è: può il legislatore, compresi i tecnici che lavorano nei ministeri e che di politico non hanno (quasi) niente, essere così scollegati dalla realtà da prodursi, involontariamente, in tentativi tanto goffi quanto palesemente inutili? La risposta che mi viene da dare è "forse". Forse perchè, da sempre, i mercati e gli elettori hanno bisogno, soprattutto nei momenti di grande...

Coronavirus 2: i riflessi sanitari e il dovere sociale

Da stasera l'Italia è praticamente in quarantena. Sono infatti sospese le attività didattiche in tutta la penisola fino al 15 Marzo; oltre a ciò sono annullati anche tutti gli eventi pubblici o privati che non consentano una distanza minima fra le persone di un metro. E' una misura senza precedenti in Italia, in Europa e probabilmente nel mondo, se si parla di un intero stato. E' una misura inevitabile, che piaccia o no. E non piace, a nessuno. Perchè ovviamente questa paralisi pesa e peserà in modo gravissimo sulla nostra economia, già alle corde dopo "soli" 12 giorni di emergenza sanitaria. Emergenza sanitaria vera e propria, perchè nel nord Italia il nostro SSN è già praticamente al collasso. Lo è come lo sarebbe quello di qualsiasi stato, davanti a una necessità di ospedalizzazioni assolutamente inusuali. Il Ministero della Sanità si è già attrezzato per reperire tutti i posti letto disponibili, ma gli ospedalizzati in intensiva e subintensiva sono, ad o...

Coronavirus 1: la paura

Era inevitabile. Questa è l'unica riflessione sensata che può emergere sulla paura che in questi giorni sta dominando il mondo. Abbiamo letto e sentito dire tutto e il contrario di tutto da medici, scienziati, politici, economisti, ecc. Mai come in questi mesi il mondo si è diviso profondamente sulle modalità con cui affrontare l'epidemia e sugli scenari (di ogni tipo) a breve e medio termine. L'incertezza di chi decide, peggio ancora se sono idee contrapposte, ha sulle persone una sola conseguenza: smarrimento e paura. Per questo non meraviglia, anzi mi sembra quasi positiva, la corsa ai supermercati e a far provviste. Per questo non meraviglia che il "protezionismo e l'isolazionismo" possano far presa su coloro che si sentono ancora "sani". Non credo si possa stigmatizzare con un "che esagerazione, è solo un'influenza!" iniziative di persone o stati che, alla fine, vogliono solo difendersi dalla paura. Tanto più che, evident...

Il coronavirus e i suoi riflessi

Il tema è stato trattato e stra-trattato, da esperti, politici, professori, persone comuni. Ma vorrei provare ad analizzare i vari riflessi che questa prima epidemia mondiale sta avendo sulle nostre vite, a tutto tondo. Già perchè non dobbiamo dimenticare che questa è la prima vera e propria epidemia globale che viviamo: molti film e libri hanno anticipato, in meglio o peggio, quel che sta accadendo oggi in tutto il mondo. Ma dalla pellicola alla vita reale molto cambia, come i fatti stanno dimostrando. Gli aspetti che nei prossimi post vorrei provare a osservare sono i seguenti: la paura i riflessi sanitari le capacità di intervento delle organizzazioni la cooperazione fra gli stati le ricadute economiche le prospettive Inizierò dalla paura, per ovvie ragioni.  Buona lettura, commenti graditi.

AAA: autorità, autorevolezza o arroganza

Stasera ho avuto un'accesa discussione (per una volta non su temi familiari!) con i miei genitori. Il tema è stato "Salvini&co", con focus sulla sea watch 3. Devo dire che sono rimasto letteralmente spiazzato dalla posizione di mia madre: donna di chiesa, altruista, attenta al prossimo. Mi ha colpito molto sentirle dire, in merito a quei "47 nonsocosa" che se si prendono loro si crea un precedente. Mi ha colpito meno, non per principi educativi diversi ma per idee politiche più orientate a destra, sentire mio padre argomentare sul tema delle ONG, dei flussi migratori e degli sbagli di questa europa. Lo ha fatto con maggior cognizione di causa, forse anche con ragione oggettiva su certi temi. Ma. Ma c'è un ma. Un ma enorme che però va al di là delle idee religiose mie e loro (ovviamente non mi ritengo un buon cristiano, anche perchè parlo di 47 anime che probabilmente non vedrei mai). Il ma che mi rimane di traverso è la mancanza di autorevolezza che l...