Subito dopo l'inizio del lockdown sono iniziati ad arrivare annunci a raffica di sussidi e bonus di ogni razza e tipo, sia per i cittadini che per le imprese: da bonus a fondo perduto, passando per garanzie sui prestiti, fino a crediti di imposta di ogni razza e tipo.
Eppure, stando ai numeri, molti di questi non hanno funzionato o lo hanno fatto parzialmente e male.: il bonus vacanze è stato erogato in parte residuale, di quello per le biciclette si sono perse le tracce, le garanzie della SACE per le aziende medio grandi è un flop totale (esclusa FCA) e via discorrendo.
La domanda che sorge spontanea è: può il legislatore, compresi i tecnici che lavorano nei ministeri e che di politico non hanno (quasi) niente, essere così scollegati dalla realtà da prodursi, involontariamente, in tentativi tanto goffi quanto palesemente inutili?
La risposta che mi viene da dare è "forse". Forse perchè, da sempre, i mercati e gli elettori hanno bisogno, soprattutto nei momenti di grande difficoltà e crisi, di essere rassicurati e questo passa dalla percezione che ci siano soldi e risorse per tutti.
Pertanto l'effetto positivo dell'annuncio di molteplici misure di sostegno, anche se poi rimangono inutilizzate, è probabilmente maggiore della "delusione" per le difficoltà di fruizione delle stesse.
Di esempi ne abbiamo molti altri: il reddito di cittadinanza e quota100 hanno avuto lo stesso percorso. Cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle e della Lega, hanno trovato effettiva applicazione in una platea di soggetti nettamente inferiore all'atteso a causa di per cavilli, requisiti stringenti e forse stime non corrette.
Sarà che chi fa politica, conscio delle ristrettezze di cassa che l'Italia vive continuamente, implementi scientemente ostacoli e cavilli perchè è l'annuncio stesso che porta il beneficio maggiore?
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