Questa citazione tratta da "Invictus" mi sembra adatta per una riflessione sul tentativo "ponziopilatesco" di Salvini in merito alla TAV: facciamo un referendum. Non condivido per niente il continuo rimandare al popolo le decisioni: ritengo che i politici abbiano il DOVERE e non solo il DIRITTO di scegliere e di decidere per e in nome del popolo che li ha eletti. Non sta a un cittadino di Salerno o di Merano decidere se la TAV o l'aereoporto di Firenze o il ponte sullo stretto o qualsiasi altra scelta (infrastrutturale o meno), sia fondamentale, utile, strategica, a prescindere dallo specchietto per allodole dell'analisi costi/benefici.
Il popolo, nessuno escluso - me compreso, rarissimamente ha le competenze per poter fare una valutazione sensata e oggettiva su temi di politica economica, diritto costituzionale, infrastrutture, materie scientifiche e via discorrendo. Troppo spesso, soprattutto per temi che in qualche modo ci toccano da vicino (es. un inceneritore se fatto a tre passi da casa) propendiamo a proteggere il nostro orticello, fregandocene della collettività (anche se i rifiuti, alla fine li facciamo tutti).
Ed è qui che la politica dovrebbe decidere per noi, grazie ad un consenso che dovrebbe andare al di là dell'orticello. Se l'inceneritore va fatto perchè non sappiamo più dove e come smaltire i rifiuti, qualcuno va scontentato. Il fatto che poi in Italia "le cose si fanno sempre male" e si sarebbero dovute far meglio non è sufficiente per fermarci qui, in termini di evoluzione e di progresso.
Non so se la TAV sia un'opera strategica (peraltro vorrei anche capire come viene inteso "strategica"), nè come sia stata fatta l'analisi costi/benefici e quali risultati abbia evidenziato. Credo però che per capire quanti e quali mattoni dobbiamo prendere per costruire una casa, sia necessario prima avere un progetto complessivo, per fare stime esatte.
Se l'economia italiana ritiene l'europa uno sfogo commerciale fondamentale (e non vedo come la si possa pensare diversamente), di TAV non ne servirebbe una, ma probabilmente 4 o 5. Ed è di questo che la politica, quella buona e di qualità, dovrebbe convincere (non sconfiggere) il populismo.
Buona domenica
M.
Il popolo, nessuno escluso - me compreso, rarissimamente ha le competenze per poter fare una valutazione sensata e oggettiva su temi di politica economica, diritto costituzionale, infrastrutture, materie scientifiche e via discorrendo. Troppo spesso, soprattutto per temi che in qualche modo ci toccano da vicino (es. un inceneritore se fatto a tre passi da casa) propendiamo a proteggere il nostro orticello, fregandocene della collettività (anche se i rifiuti, alla fine li facciamo tutti).
Ed è qui che la politica dovrebbe decidere per noi, grazie ad un consenso che dovrebbe andare al di là dell'orticello. Se l'inceneritore va fatto perchè non sappiamo più dove e come smaltire i rifiuti, qualcuno va scontentato. Il fatto che poi in Italia "le cose si fanno sempre male" e si sarebbero dovute far meglio non è sufficiente per fermarci qui, in termini di evoluzione e di progresso.
Non so se la TAV sia un'opera strategica (peraltro vorrei anche capire come viene inteso "strategica"), nè come sia stata fatta l'analisi costi/benefici e quali risultati abbia evidenziato. Credo però che per capire quanti e quali mattoni dobbiamo prendere per costruire una casa, sia necessario prima avere un progetto complessivo, per fare stime esatte.
Se l'economia italiana ritiene l'europa uno sfogo commerciale fondamentale (e non vedo come la si possa pensare diversamente), di TAV non ne servirebbe una, ma probabilmente 4 o 5. Ed è di questo che la politica, quella buona e di qualità, dovrebbe convincere (non sconfiggere) il populismo.
Buona domenica
M.
Commenti
Posta un commento